Muro Raków: perché la difesa è il pericolo numero uno per la Viola - 
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19 mar 26 / 10:35

Muro Raków: perché la difesa è il pericolo numero uno per la Viola

Questa sera la Fiorentina affronterà la gara di ritorno degli ottavi di finale di Conference League contro il Raków, compagine polacca protagonista di una stagione di alto profilo. In patria, il club occupa attualmente il quinto posto in campionato, a sole quattro lunghezze dalla capolista Zagłębie, dimostrando una costanza di rendimento che lo rende un avversario particolarmente ostico.

Questi risultati sono il frutto di una visione lungimirante iniziata nel 2015, quando la società è passata nelle mani del presidente Michał Świerczewski. Sotto la sua guida, il club ha conquistato i suoi primi storici trofei: un campionato polacco, due Coppe di Polonia e due Supercoppe polacche. Questo successo è stato costruito attraverso il potenziamento del settore giovanile e una politica di acquisti mirati.

Il modulo adottato è il 3-4-2-1, un sistema di gioco che garantisce un'ottima stabilità difensiva: in fase di non possesso, infatti, gli esterni di centrocampo si abbassano per formare una linea a cinque, chiudendo ogni spazio centrale.

I numeri europei del Raków parlano chiaro e devono mettere in guardia la Fiorentina: secondo posto nel raggruppamento, dietro solo allo Strasburgo e una difesa d'acciaio: con soli due gol al passivo, è la seconda miglior difesa dell'intero torneo nella fase a campionato, superata solo dall'AEK Larnaca.

Il pericolo numero uno per i viola sarà proprio l’organizzazione difensiva dei polacchi che, unita alla spinta degli esterni e al cinismo di Jonatan Braut Brunes (già a segno nella gara d'andata), rende la squadra letale nelle ripartenze.

Andando a conoscere meglio gli interpreti della difesa polacca che hanno stupito la competizione, partiamo da Zych. Il portiere classe 2004, di proprietà dell’Aston Villa, è considerato in patria l’erede della grande scuola polacca, dove sperano che possa seguire le orme di Szczęsny, Fabiański e dell’ex viola Boruc. Un altro elemento chiave è Fran Tudor, leader della formazione e parente dell'allenatore Igor Tudor. Il croato è un giocatore dalla duttilità rara: è un jolly capace di ricoprire ogni ruolo difensivo, dal centrale all'esterno a tutta fascia. 

Sulla corsia laterale destra troviamo anche Ameyaw, centrocampista dotato di una resistenza fuori dal comune che garantisce spinta costante per tutti i 90 minuti. Inoltre, in stagione ha collezionato 7 assist e 3 gol. A completare il pacchetto arretrato dovrebbero esserci infine, come già visto all'andata, Racovițan, gigante rumeno che agisce da perno centrale, e Svarnas, difensore greco dotato di un'ottima lettura di gioco che ricopre il ruolo di braccetto di sinistra.