Domenica 3 ottobre 1926, allo stadio Velodromo Libertas, la neonata Fiorentina scende in campo per la prima volta in una gara ufficiale, affrontando il Pisa nella storica giornata d’esordio di campionato. Ma ieri come oggi le stagioni non si improvvisano e i meccanismi di squadra non si affinano nel giro di ventiquattr'ore: il marchese Luigi Ridolfi non perse tempo e organizzò quella che è passata alla storia come la prima apparizione, seppur non ufficiale, della compagine gigliata.
La società era nata dalla fusione tra le sezioni calcistiche del Club Sportivo Firenze e della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Per testare la tenuta atletica e favorire l’intesa tra i giocatori, fu scelto come avversario il Signa 1914. Una sfida carica di significato emotivo, soprattutto per il blocco proveniente dal Club Sportivo. All'epoca, infatti, il Signa era una realtà molto solida e ben organizzata, forte di un'ossatura rimasta pressoché intatta nel triennio precedente e guidata dal trio d’attacco formato da Andrei, Michelagnoli e Pancani. Entrambe le squadre avevano militato nello stesso girone di Terza Divisione: se alla vigilia i pronostici davano per favoriti i "bianchi" del Club Sportivo, il verdetto del campo premiò la determinazione dei signesi, capaci di conquistare il primo posto in campionato grazie al recupero vinto contro il Rapid Peretola, che valse loro la qualificazione alla fase interregionale.
Le due formazioni si affrontarono lunedì 20 settembre, in occasione del 56º anniversario della Breccia di Porta Pia: una festività nazionale che il regime fascista avrebbe abolito quattro anni più tardi, a seguito della firma dei Patti Lateranensi. Il teatro dell'incontro fu la prima casa della Fiorentina, il Velodromo Libertas di via Bellini. Già sui dettagli dell'ingresso in campo le cronache divergono: secondo i resoconti sponda Signa, i fiorentini indossarono subito la nuova divisa sociale biancorossa; altre testimonianze dell'epoca sostengono invece che la squadra giocò con le maglie rosse della Libertas, poiché le nuove divise non erano state ancora consegnate.
Certa è invece la formazione con cui la Fiorentina si presentò al fischio d’inizio, pur dovendo rinunciare ad alcuni dei migliori elementi ex Libertas: Giuseppe Galluzzi e Tullio Aliatis avevano già salutato Firenze, Károly Csapkay aveva appeso gli scarpini al chiodo per assumere il ruolo di allenatore proprio della Fiorentina, mentre il centravanti Rodolfo Volk e il portiere Sergianotto dovettero dare forfait poiché vennero richiamati a Roma per la parata militare celebrativa. Per questo il neo tecnico viola decise di scendere in campo con il seguente undici titolare: Sbrana, Benassi, Posteiner, Focosi, Tuti, Salvatorini, Baldini, Carulli, Barigozzi, Baccilieri, Bandini. Il Signa di mister Jozsef Kussich invece rispose con: Pancani, Scatazza, Checchi, Fantacci, Cintelli, Michelagnoli I, Serafini, Michelagnoli II, Cuoghi, Gaddo, Tani
La cronaca pubblicata all'epoca su Il Nuovo Giornale descrive una Fiorentina data per favorita ma sorpresa sul piano tattico e atletico dalla combattività del Signa, abile a ipotecare la vittoria con due reti già nel primo tempo. Nonostante l'1-2 finale a favore degli ospiti, quella partita consegnò alla storia il primo gol (seppur non ufficiale) del club viola, siglato dal viareggino Mario Baldini, e sancì l'inizio di una nuova era: da quel pomeriggio Firenze aveva un’unica squadra per la quale tifare, radunata sotto un solo simbolo, il Giglio.
