Alla scoperta di Atta - 
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11 lug 26 / 18:00

Alla scoperta di Atta

Qualche mese fa lo avevamo descritto come il pericolo numero uno per la Fiorentina; da oggi sarà tra gli osservati speciali delle avversarie quando si troveranno davanti la viola, perché Atta è un nuovo giocatore della Fiorentina.


All’anagrafe Arthur Atta, nasce il 14 gennaio 2003 a Rennes, in Francia. Inizia la sua carriera sportiva nelle giovanili del Saint-Jacques, dove si mette subito in mostra guadagnandosi la chiamata da parte del Rennes a nove anni. Lì rimane fino al 2018, per poi trasferirsi al Metz, squadra che lo farà esordire tra i grandi il 26 dicembre 2022 nella sfida di Ligue 2 contro il Niort. Nel 2024 viene prelevato dall’Udinese in prestito con diritto di riscatto, esercitato la stagione seguente a seguito delle sue prestazioni incoraggianti. Dopo un primo anno di adattamento, nella stagione 2025/2026 dimostra di essersi completamente ambientato, andando a segno nella gara di esordio in Coppa Italia contro la Carrarese e firmando la rete della vittoria nella seconda giornata di campionato contro l’Inter. Un avvio che dà inizio alla stagione della sua consacrazione nei campi di Serie A, conclusasi con un bottino di 6 gol e 3 assist in 34 presenze totali.

A dispetto dei suoi 189 cm, che lascerebbero pensare al classico mediano di posizione statico e pesante, Atta esprime un calcio dinamico e imprevedibile. È proprio quando ha la palla tra i piedi che riesce a stupire maggiormente sfruttando un primo controllo impeccabile e un'ottima agilità che sfrutta per saltare il marcatore nello stretto, non a caso nella scorsa stagione è stato il quarto giocatore per dribbling riusciti in Serie A.

Grazie a questa combinazione tra la sua fisicità e un'eccellente tecnica di base, Atta incarna il prototipo del centrocampista moderno: duttile e capace di rendersi utile in ogni situazione di gioco. In fase di non possesso sfrutta i suoi centimetri e la sua forza per coprire ampie porzioni di campo e fare da schermo alla difesa. In fase di possesso invece si trasforma in un connettore tra i reparti, sfruttando un destro sensibile con cui riesce a pescare i compagni con precisione in ogni zona del campo.

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