Viola Legacy è un appuntamento con il passato e cerca di ripercorrere momenti speciali, rimonte storiche, vittorie memorabili della Fiorentina. Un modo per far riaffiorare ricordi forse sbiaditi dal tempo ma ancora vivi nei cuori di ogni tifoso.
La prima puntata coincide con la prima giornata del girone di ritorno e fa il suo esordio con una partita di cartello: Fiorentina-Milan. Quasi 26 anni fa, precisamente il 13 gennaio 2000, un certo Fatih Terim si apprestava ad affrontare il Milan di Berlusconi, che aveva vinto tutto e che negli anni successivi avrebbe vinto ancora molto, con i viola quarti in classifica e i rossoneri alle loro spalle, distanti un solo punto.
Era il grande Milan di Berlusconi, quello di Shevchenko, Costacurta e Maldini, capace di annichilire praticamente chiunque negli anni precedenti. Ma i viola avevano piani diversi per quella sfida.
La Fiorentina partì fortissimo e al 15’, da una pennellata di Rui Costa, arrivò l’1-0 di Nuno Gomes, che svettò di testa sull’intera difesa ospite. Il Milan spinse e cercò il gol del pareggio, ma le squadre andarono a riposo sull’1-0.
Nella ripresa i viola ripartirono con la stessa intensità: la palla di Torricelli arrivò sul petto di Cois, che controllò perfettamente e con il destro smontò la porta di Abbiati, dopo aver dato un bacio al palo. In quel momento la Fiorentina capì davvero che la sfida si stava incanalando sul binario giusto.
A quel punto Rui Costa salì in cattedra e, dopo una serie di giocate sontuose, servì una palla con il contagiri per Chiesa, che dovette solo spingerla in rete per il 3-0. Al 72’ il match era virtualmente chiuso.
Sul tramonto della gara, per coronare una prestazione meravigliosa, il talento portoghese con il numero 10 sulle spalle si involò in un’azione personale, disorientò completamente Costacurta e con il destro trafisse Abbiati sul primo palo: 4-0.
Fu un trionfo viola. La serata perfetta. Una di quelle rimaste incastonate nella storia di Firenze.
Ogni Fiorentina-Milan che si gioca oggi porta con sé l’eco di quella notte, quando il viola insegnò ai giganti che la storia, al Franchi, può sempre ricominciare.
