Dall'urlo di Berlino alla panchina Viola - 
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09 giu 26 / 15:50

Dall'urlo di Berlino alla panchina Viola

Per milioni di appassionati, il suo nome rimarrà per sempre cristallizzato nell'estate del 2006: nell’urlo iconico che ha squarciato il cielo di Berlino contro la Francia. Ieri invece per tutti i tifosi della Fiorentina è diventato il nuovo allenatore.

Il viaggio di Fabio Grosso sulla panchina inizia a Torino, sponda Juventus. Nel 2013 entra nel settore giovanile bianconero, assumendo poco dopo la guida della Primavera sotto la supervisione dell'allora direttore sportivo Fabio Paratici. Qui Grosso inizia a gettare le basi della propria filosofia calcistica: un gioco fluido costruito sul 4-3-3 e sulla valorizzazione dei giovani. Il trionfo al Torneo di Viareggio nel 2016, unito al raggiungimento delle finali di Campionato e Coppa Italia nello stesso anno, gli vale l'anno successivo la chiamata per il grande salto nella serie cadetta.

Nell’estate del 2017 Grosso approda così alla guida del Bari, che riesce a trascinare fino ai playoff. A seguito dell'eliminazione per mano del Cittadella il tecnico decide di rassegnare le dimissioni. Grosso riparte dunque dal Verona, un’avventura a cui seguiranno la prima breve parentesi in Serie A con il Brescia e l'esordio all'estero sulla panchina del Sion, in Svizzera.

Nel marzo del 2021 Grosso accetta la sfida del Frosinone. Dopo uno scorcio di stagione utile a prendere le misure e a condurre la squadra alla salvezza, l’anno successivo i ciociari dominano letteralmente il campionato di Serie B ottenendo la promozione con diverse giornate d’anticipo.

Consacrato dal successo in Ciociaria, Grosso sceglie di non rinnovare il contratto per misurarsi nuovamente con palcoscenici internazionali. Nel settembre del 2023 subentra sulla panchina dell'Olympique Lione, un ritorno alle origini per lui, che aveva già militato nel club francese come calciatore tra il 2007 e il 2009. L'esperienza transalpina si conclude tuttavia prematuramente, complici anche delle vicende extra campo che destabilizzarono il club in quel periodo.

Grosso decide di ripartire dalla Serie B sposando il progetto del Sassuolo, appena retrocesso con l'imperativo di ritornare immediatamente in Serie A. Sotto la sua gestione, i neroverdi conquistano il campionato con cinque giornate d’anticipo, blindando la prima posizione fin dall’autunno. La squadra abbatte il record di marcature della Serie B siglando 78 reti, trascinata da Armand Laurienté premiato sia come miglior giocatore della stagione sia come capocannoniere. Nella stagione appena conclusa, il tecnico guida il Sassuolo a una salvezza tranquilla nella massima serie conquistando l’undicesimo posto in campionato, impreziosita da vittorie di prestigio contro Milan e Como e, soprattutto, dalla costante qualità del gioco espressa lungo tutto l'arco del campionato.