Fiorentina Primavera campione d'Italia: fondamentali radici e vivaio - 
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30 mag 26 / 10:15

Fiorentina Primavera campione d'Italia: fondamentali radici e vivaio

La Fiorentina Primavera riporta il tricolore a Firenze dopo un’assenza durata 43 anni. Ieri i giovani gigliati hanno chiuso un cerchio storico, spezzando un digiuno che durava dal 1983, anno in cui la squadra, allora guidata da Vincenzo Guerini e capitanata in campo da Antonio Strano, si laureò campione d'Italia battendo in finale il Cesena. Da quel gruppo straordinario di ragazzi uscirono giocatori come Stefano Carobbi, capace di superare le 150 presenze con la maglia della prima squadra viola, o Mario Bortolazzi, diventato poi una leggenda lontano dalla Toscana. Oltre ai già citati fecero parte di quel gruppo anche: Marco Landucci, Riccardo Peruzzi, Giovanni Ceccarini, Simone De Angeli, Franco Merendi, Alessandro Nardini, Sandro Vignini, Stefano Del Monte, Luca Perin, Fabrizio Carocci, Luca Cecconi, Fabrizio Del Rosso, Michele Pennelli, Pier Luigi Pierozzi, Gianluca Rosati e Idano Valenzi. Oggi, a più di quattro decenni di distanza, la storia si ripete, legittimando un percorso societario fortemente improntato sul vivaio.

Questo scudetto rappresenta il culmine di un percorso iniziato nel 2019 sotto la guida del responsabile del settore giovanile viola Valentino Angeloni. Se il campionato era diventato una sorta di tabù, non si può dire la stessa cosa del cammino nelle coppe nazionali. Tra il 2019 e il 2024, la Fiorentina ha sollevato ben quattro Coppe Italia Primavera consecutive e due Supercoppe Italiane, a cui si aggiungono le due finali scudetto perse all'ultimo respiro contro il Lecce nel 2023 e contro l’Inter nel 2025.

Tutto ha inizio nella complicata stagione 2019/2020. Sotto la guida di Emiliano Bigica, nonostante le fatiche in campionato chiuso al dodicesimo posto, i viola trovano la magia in Coppa Italia, superando il Verona per 1-0 in finale. L'anno successivo segna l'arrivo in panchina di Alberto Aquilani. Pur navigando a ridosso della zona playout, Aquilani porta a casa il suo primo trofeo difendendo il titolo di coppa nella tiratissima finale vinta per 2-1 contro la Lazio.

Nella stagione successiva Aquilani riesce a fare la cosa più difficile ovvero confermarsi. I viola centrano il quarto posto in regular season, conquistano la quarta Coppa Italia di fila contro l'Atalanta e si aggiudicano la Supercoppa. L'ultimo anno dell'era Aquilani vede i giovani gigliati protagonisti di una cavalcata mozzafiato da 63 punti in campionato, interrottasi solo nella sfortunata finale scudetto contro il Lecce e in finale di Coppa Italia contro la Roma; un cammino consolato però dal trionfo in Supercoppa contro l'Inter.

Nel 2023/2024, il testimone passa a Daniele Galloppa, promosso in Primavera dopo la trafila dall’Under 17. Al suo primo anno, Galloppa, insieme a diversi ragazzi saliti con lui di categoria, conquista subito la Coppa Italia Primavera. Le ultime due stagioni confermano la Fiorentina stabilmente ai vertici: con la vittoria sfumata all’ultima in finale del Campionato Primavera contro l’Inter. Traguardo conquistato ieri in finale contro il Parma.

Al di là dei trofei, il vero successo del vivaio viola risiede nella sua identità e nella volontà di lanciare i propri talenti nel calcio professionistico. Dal 2021 a oggi, sono ben 16 i calciatori provenienti dalle giovanili che sono riusciti a compiere il grande salto esordendo in prima squadra. Di questi, 15 sono italiani e 10 sono cresciuti sul territorio toscano. Si tratta di un percorso di valorizzazione che prosegue nel segno di una tradizione capace, negli anni, di regalare alla Serie A una grande mole di giocatori. Ci sono talenti nati calcisticamente a Firenze che si sono poi affermati in altre realtà del massimo campionato, come Viviano, Babacar, Gollini e Mancini. Ci sono anche campioni d'Europa capaci di recitare un ruolo da protagonisti con il giglio sul petto prima di calcare altri palcoscenici, come Federico Bernardeschi e Federico Chiesa, e, infine, i talenti dell'era recente come Pietro Comuzzo, Michael Kayode, Eddy Kouadio, Jonas Harder, Tommaso Rubino fino agli esordienti di quest’anno come, Niccolò Fortini, Giorgio Puzzoli e Riccardo Braschi, esempi di un legame mai interrotto tra le giovanili e la prima squadra.

Questo nucleo italiano e toscano non è casuale, ma risponde a una precisa filosofia societaria che distingue nettamente la Fiorentina nel panorama nazionale. Quarantatré anni dopo Vincenzo Guerini, la Fiorentina Primavera è tornata sul tetto d'Italia. Lo ha fatto con le sue idee, con le sue strutture e con le sue radici, dimostrando che si può vincere lo scudetto parlando fiorentino.