Da eterna promessa del calcio africano alla consacrazione con il Crystal Palace. Una combinazione di velocità, coordinazione palla al piede e un cinismo sotto porta che lo ha proiettato tra i principali candidati alla vittoria della classifica marcatori in Conference League. Oggi, Ismaila Sarr è il pericolo numero uno delle Eagles.
L'arrivo del senegalese a Londra non fece molto rumore. Quello che un tempo era considerato uno dei talenti più cristallini della sua generazione veniva da anni complessi, segnati da una continuità mai pienamente trovata sia al Watford che al Marsiglia.
Nato come esterno destro puro, sotto la guida di Oliver Glasner Sarr ha accentrato il proprio raggio d'azione. Nel 3-4-2-1 del tecnico austriaco, agisce ora come uno dei due trequartisti, una posizione che gli permette di essere molto più incisivo negli ultimi metri.
I numeri certificano questa evoluzione: in Conference League ha messo a referto 6 gol, con doppiette pesantissime contro AZ Alkmaar e AEK Larnaca, quest’ultima decisiva per il passaggio del turno. In Premier League i gol stagionali sono 7, numeri che lo rendono il secondo miglior marcatore del club in campionato.
Sebbene il suo habitat naturale rimanga la fascia destra, dove può dare sfogo alla sua velocità (con scatti che arrivano a toccare i 35.5 km/h), la sua pericolosità emerge quando abbandona il binario laterale per lanciarsi in tagli diagonali verso l'area piccola, mandando in tilt le letture difensive avversarie.
All'esplosività atletica abbina una sorprendente efficacia nel gioco aereo, garantita dai suoi 186 cm di statura. Ne è un esempio perfetto il gol realizzato in terzo tempo nella sfida d'andata proprio contro la Fiorentina.
Oltre alle doti offensive dal suo arrivo al Palace, il senegalese ha iniziato ad applicarsi con dedizione anche nella fase di non possesso, diventando uno degli iniziatori della fase di pressing sulla trequarti avversaria.
