Il pericolo numero uno arriva dall'out di destra - 
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20 feb 26 / 15:59

Il pericolo numero uno arriva dall'out di destra

In vista della prossima sfida di campionato, il pericolo principale per la Fiorentina si addensa sulla fascia destra nerazzurra, dove agisce la coppia composta da Idrissa Touré e Stefano Moreo. Questi due calciatori, pur ricoprendo ruoli differenti, fondono una struttura atletica imponente che li rende i cardini della manovra del Pisa.

Stefano Moreo, in particolare, sfida i cliché del ruolo: i suoi 191 centimetri suggerirebbero il profilo di un classico centravanti d’area, ma la sua interpretazione vira costantemente verso quella di un "falso nueve fisico". Capocannoniere della squadra con cinque reti, Moreo non si limita a presidiare gli ultimi sedici metri, ma sfrutta un raggio d'azione fluido che spazia dall'intera trequarti alle corsie esterne, con una predilizione per l’out di destra. Rappresenta il riferimento per addomesticare i rilanci lunghi e allentare la pressione avversaria, proteggendo la sfera per innescare i compagni in ampiezza. La sua tendenza ad arretrare tra le linee svuota il cuore dell'attacco, creando varchi preziosi per gli inserimenti e permettendo al Pisa di scavalcare il primo pressing con estrema efficacia.

A gravitare sulla medesima corsia si trova Idrissa Touré, un giocatore duttile che, pur avendo in passato giocato anche da mediano, sembra aver trovato la sua dimensione ideale come esterno destro, posizione nella quale ha già impensierito la difesa viola nella gara d’andata. Il calciatore tedesco sfrutta i suoi 188 centimetri per dominare ampie porzioni di campo, agendo come fondamentale collante tra la solidità difensiva e la proiezione offensiva. I numeri ne sottolineano l'impatto: con ben 116 duelli aerei vinti in stagione e un posizionamento tra i primi quindici giocatori della Serie A per palloni recuperati nella trequarti avversaria, Touré dimostra di non essere un elemento d'attesa, bensì un incursore capace di generare l'errore altrui attraverso la pura pressione fisica. La sua capacità di creare mismatch contro i terzini, unita a un buon tempismo negli inserimenti, lo rende un’importante fonte di dinamismo.

La sinergia tra questi due profili genera una minaccia atipica per la retroguardia viola. I principali pericoli per la Fiorentina deriveranno proprio dalla loro straripante fisicità, che permette a entrambi di sopperire alle carenze nel palleggio. Mentre Touré logora la struttura difensiva con strappi atletici e inserimenti profondi, Moreo manipola il posizionamento dei centrali con il contatto fisico costante. Insieme attirano le marcature e svuotano la zona gol, costringendo i difensori a una estenuante gestione di urti e contrasti. Neutralizzare questo duo non significherà semplicemente limitare due singoli, ma disinnescare il motore stesso del Pisa, un compito che richiederà alla Fiorentina un'organizzazione difensiva impeccabile tra le mura del Franchi.