Blessin, Gilardino, Vieira e infine De Rossi si sono alternati sulla panchina del Grifone e tutti si sono affidati cecamente a lui, consegnandogli le chiavi del centrocampo. Combattente silenzioso e instancabile oltre che polmone della squadra dotato di un’ottima intelligenza tattica. Questo è Morten Frendrup, il pericolo numero uno per la Fiorentina.
Il classe 2001 incarna la sintesi perfetta tra il mediano d’interdizione classico e il moderno centrocampista box-to-box. È il profilo ideale per il calcio aggressivo di De Rossi, che fa del pressing asfissiante a tutto campo il proprio marchio di fabbrica. I numeri ne certificano l'impatto: Frendrup è attualmente il terzo giocatore della Serie A per tackle effettuati e palloni recuperati, oltre a occupare il quarto posto nella classifica generale degli intercetti.
Il danese non è una semplice ancora statica davanti alla difesa; agisce piuttosto come il primo innesco della fase di pressing. Quando il Genoa alza il baricentro per aggredire la trequarti avversaria, il danese opera come un vero distruttore, andando a soffocare il regista avversario oscurando ogni linea di passaggio. Qualora la prima pressione venisse superata, il suo atletismo gli permette di ripiegare velocemente a protezione della retroguardia, schermando la difesa insieme al compagno di reparto e proteggendo le linee di passaggio tra i difensori centrali.
In fase di possesso, Frendrup si occupa di compiti associativi: si posiziona davanti alla difesa per ricevere palla dai difensori cercando immediatamente lo scarico rapido sulle corsie esterne. Questa manovra mira a innescare la spinta degli esterni Martìn e Norton-Cuffy, fondamentali per superare la prima linea di pressione avversaria.
Sebbene la fase di rifinitura mostri ancora dei margini di miglioramento, come testimonia l'unico gol stagionale, Frendrup sopperisce a tali limiti con un atletismo fuori dal comune e una lettura del gioco straordinaria, risultando comunque fondamentale per i compagni grazie a un lavoro oscuro e silenzioso. Mentre il Genoa si proietta in avanti, lui agisce da custode della retroguardia: grazie al suo dinamismo e al senso della posizione, copre ampie porzioni di campo colmando i vuoti lasciati dai compagni in inserimento e, di fatto, neutralizzando sul nascere le ripartenze avversarie.
.webp?language=it)