Tra le fila dell'Udinese, Arthur Atta è senza dubbio l'osservato speciale, l'uomo che più di ogni altro rappresenta il pericolo numero uno per la Fiorentina. Nonostante i suoi 189 cm suggeriscano la figura di un classico mediano di posizione, alto, forte e apparentemente pesante, il suo gioco è sorprendentemente dinamico e imprevedibile.
Atta incarna il prototipo del centrocampista moderno, unendo una fisicità dirompente a un'ottima tecnica di base. Questa combinazione, all'apparenza contrastante, lo rende un profilo estremamente duttile, capace di cambiare pelle più volte all'interno dello stesso match. Se in fase di non possesso sfrutta i suoi centimetri per dominare ampie porzioni di campo, quando la palla è tra i suoi piedi si trasforma in un connettore essenziale tra i reparti, alzandosi costantemente a sostegno delle punte per facilitare le transizioni offensive. Oltre a un dribbling efficace, infatti, vanta un destro sensibile, uno strumento di precisione con cui riesce a pescare i compagni in ogni zona del campo, facilitando le transizioni e alzandosi costantemente a sostegno delle punte.
La sua versatilità tattica gli permette di agire con la stessa efficacia sia da mezzala in un 3-5-2, sia da esterno sinistro in un 3-4-2-1, dove gode di una libertà di movimento che ne esalta l'estro. È proprio palla al piede che Atta stupisce di più: a dispetto della stazza, si muove con una grazia quasi inaspettata. Grazie a un primo controllo orientato impeccabile e a una notevole agilità nello stretto, riesce a saltare il marcatore con facilità.
In definitiva, Atta rappresenta un vero e proprio rebus tattico per la difesa viola. La sua capacità di trasformare un duello fisico in una giocata di fino lo rende un elemento di rottura imprevedibile: un incursore moderno che, con i suoi strappi e la sua visione di gioco, ha tutte le carte in regola per spostare gli equilibri del match e dettare il ritmo della manovra friulana.
