Auguri dall’album dei ricordi: Super Seba e tre partite speciali - 
Maschile | Storia
18 mar 26 / 10:22

Auguri dall’album dei ricordi: Super Seba e tre partite speciali

Un destino segnato sui campi della Serie A fin dal primo istante. Tutto ebbe inizio in uno scenario da cinema: al centro del campo, a scambiarsi i gagliardetti, ci sono due giganti come Batistuta e Ronaldo. È in questa cornice che Frey fa il suo esordio da titolare nel massimo campionato italiano con la maglia dell’Inter. A Firenze approderà solo qualche anno dopo, reduce dall'esperienza a Parma e fortemente voluto da Cesare Prandelli, che lo sceglierà come pilastro di una squadra destinata a restare nel cuore dei tifosi.

C’è chi lo ricorda per i tagli di capelli eccentrici, chi lo ha amato alla follia per il senso di sicurezza che trasmetteva anche nelle tempeste, e chi lo ha detestato perché incontrarlo da avversario era un incubo. Questo per dire che Sébastien Frey non è un nome qualunque, specialmente sulle rive dell’Arno. La sua parentesi in viola incarna l’evoluzione del portiere moderno: non più solo un estremo difensore, ma un leader carismatico capace di caricarsi sulle spalle il peso di un’intera squadra. A Firenze, Frey è andato oltre: sulle sue spalle poggiava la serenità di una tifoseria consapevole che, finché lui era lì, la porta sarebbe stata al sicuro.

Per raccontare la sua leggenda, abbiamo selezionato tre partite iconiche della sua epopea viola.

Partiamo da Fiorentina-Roma del 18 Marzo 2007: è una giornata doppiamente speciale: non è solo la data di questa sfida cruciale, ma è anche il compleanno di Sébastien. In un match che doveva vedere come protagonisti Totti e Toni, la scena se la prende tutta il portiere francese. Frey si esalta con interventi sul capitano e Mancini, per poi ingaggiare un duello spettacolare con Perrotta. Il Campione del Mondo ci prova in ogni modo: prima con un tap-in, poi di testa e infine con un inserimento a colpo sicuro su cross di Taddei. Ma Freycon un riflesso prodigioso, gli nega la gioia del gol respingendo di piede. Nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Dainelli, Frey sfodera una prestazione monumentale, festeggiando il suo compleanno con il premio di migliore in campo.

Si passa poi a Fiorentina-Torino dell’anno successivo: 38ª giornata, l’ultimo atto. Di quella partita i tifosi ricordano giustamente il gol capolavoro di Osvaldo in rovesciata, che regalò la qualificazione in Champions League ai danni del Milan. Tuttavia, se nel tabellino restano i marcatori, nella memoria dei presenti restano i guantoni di Frey. Sullo 0-0, è lui a dire la sua respingendo di piede un destro di Stellone, per poi opporsi con classe alle conclusioni di Di Michele e Rosina. Senza quelle parate, la magia di Osvaldo non sarebbe bastata a scrivere la storia.

Per concludere questa epopea dobbiamo andare avanti di un anno, precisamente all’8 febbraio 2009 giorno in cui fu la Lazio a sbattere contro un Frey in stato di grazia. Nonostante un'ottima prestazione dei biancocelesti, il francese "abbassò la saracinesca" con quattro interventi decisivi, permettendo alla Fiorentina di restare in partita fino al gol vittoria di Gilardino. Una prova di pura onnipotenza atletica che confermò il suo status di "muro" insuperabile.